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Mar 19
Assistente Studio Odontoiatrico

Assistente di Studio Odontoiatrico, obbligo aggiornamento continuo

INTERVISTA A Luca Donato titolare del provider e20, che da più di trent’anni si occupa di formazione in campo odontoiatrico.

La normativa prevede almeno dieci ore di aggiornamento all’anno per l’Aso certificato. La frequenza ai corsi non è un adempimento a carico dello studio, ma fa parte del nuovo profilo dell’Aso, che deve maturare consapevolezza del proprio ruolo

Le nuove regole per la formazione/certificazione e l’aggiornamento continuo dell’Assistente di studio sono ormai ben codificate (vd. decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 febbraio 2018), ma sembra che non tutti i siano informati sull’aggiornamento annuale obbligatorio, che prevede la frequenza a corsi per almeno 10 ore all’anno

Che ruolo hanno i datori di lavoro nell’informare i propri dipendenti? E i sindacati degli assistenti?
Il ruolo dei datori di lavoro in questa prima fase per diffondere l’informazione sulla normativa è assolutamente determinante.

Il problema è, come ho potuto riscontrare, che non tutti i datori erano o sono informati sulle nuove normative delle Aso. Di conseguenza molte dipendenti non sono riuscite a partecipare ai corsi di aggiornamento.

I vari sindacati delle Aso sono ancora poco diffusi e hanno ancora pochi iscritti per poter fornire un’informazione puntuale, omogenea e globale.
Sicuramente nei prossimi anni assumeranno un ruolo determinante nella gestione delle Aso.

Colgo l’occasione per segnalare un’informazione ricevuta dalle Aso durante i miei corsi: sembra che nel Ccnl delle Aso non sia contemplato che se un’assistente è malata di tumore, il tempo necessario per un’eventuale chemioterapia non può essere compreso nell’ambito dei permessi di malattia, ma dovrà essere dedotto dai permessi lavorativi. Non sono sicuramente un esperto di normative, ma a livello umano ho ritenuto corretto fare da portavoce di questa problematica, a cui spero si possa porre rimedio

Cosa succede all’Aso e al suo datore di lavoro se non vengono completate, ogni anno, le 10 ore di aggiornamento? Sono previste sanzioni?

Questa è una domanda complicata, anche perché al momento non ho traccia di eventuali sanzioni. A rigore di logica potrei rispondere che essendo un requisito fondamentale per il mantenimento di un profilo lavorativo, sicuramente saranno promulgate delle sanzioni

L’importante è sapere che le dieci ore di aggiornamento non devono necessariamente essere svolte tutte in un’unica soluzione, ma possono essere frammentate durante l’anno.

Al di là dell’assolvimento dell’obbligo di legge, cosa si impara in questi corsi?

I corsi di aggiornamento dovrebbero trattare temi che possano dare un contributo concreto al lavoro delle Aso.

Pensiamo solo alla formazione necessaria per operare in uno studio che abbia adottato il digitale, sia nei confronti del paziente ma anche e soprattutto verso il laboratorio, una buona conoscenza dell’uso e della conservazione dei materiali dentali, la gestione della sterilizzazione, la conoscenza dei virus.
Altro aspetto importante è la relazionale con i pazienti; in merito a questo tema si possono aprire molteplici aspetti formativi: dalla gestione del paziente, alla promozione dello studio attraverso un nuovo concetto del paziente stesso, legato a innovative tematiche di comunicazione.

PER IL DATORE DI LAVORO: COME REGOLARE LA POSIZIONE DEL PROPRIO ASO

Come spiega Giuseppe Modugno, presidente Andi Genova, il datore di lavoro si trova di fronte a vari scenari, che potrebbero a breve cambiare nel prossimo futuro.

Se l’odontoiatra è alla ricerca di un Aso e deve ancora iniziare con lui il rapporto lavorativo, conviene assumere un assistente che ha già in mano l’attestato di qualifica o, in alternativa, un assistente in grado di documentare almeno 36 mesi di esperienza come Aso nei 5 anni precedenti.

Se l’Aso lavora da tempo nello studio e ha già maturato un’esperienza di 36 mesi negli ultimi 5 anni, non sarà necessario fargli frequentare il corso di formazione da 700 ore: basterà, dopo aver completato l’iter burocratico per ottenere la certificazione, tenere fede all’obbligo dell’aggiornamento, con frequenza a eventi formativi di aggiornamento della durata di almeno 10 ore all’anno.

Se l’Aso lavora da tempo nello studio ma non ha maturato un’esperienza di 36 mesi negli ultimi 5 anni, è allora necessario che frequenti il (costoso) corso di formazione entro 3 anni dall’entrata in vigore del decreto 9 febbraio 2018. Quindi entro aprile 2021.

Per supporto e consulenza è possibile contattare Ebipro (Ente bilaterale nazionale per gli studi professionali), Fondoprofessioni (Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua negli studi professionali e nelle aziende collegate) e i sindacati di categoria Aio e Andi.

PROFILO DELL’ASO: COSA DICE LA LEGGE OBBLIGATORIO L’AGGIORNAMENTO DI 10 ORE/ANNO

Il profilo dell’Aso è stato istitutito con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 febbraio 2018 denominato “Assistente di studio odontoiatrico (Aso)”» . Nell’articolo 7 viene scritto: «il corso di formazione ha una durata complessiva non inferiore a 700 ore, suddivise in 300 di teoria ed esercitazioni e 400 di tirocinio. Il corso di formazione ha una durata non superiore ai 12 mesi». Ma la formazione di base non basta, va costantemente aggiornata: «gli/le Aso sono obbligati a frequentare degli eventi formativi di aggiornamento della durata di almeno 10 ore all’anno».

 

17 Mar 2020 Redazione Dental Journal

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